15/12/08

ANIMA TACCO 12


Circa 30 giorni fa discutevo a cena con i più alti vertici di Beneventanamanera che giustamente si lamentavano della mia incostanza sul nostro amato blog…l’ambasciatrice di archiattack nonché curatrice della rubrica ricette immorali, per spronarmi, voleva affidarmi uno spazio sul giardinaggio, ma, seppure onorata, non avendo mai avuto il pollice verde né il giardino, avevo espresso le mie ragionevoli perplessità. A quel punto il nostro insigne amministratore, conoscendo il mio viscerale amore per i tacchi alti, illuminato, mi aveva affidato la simpatica rubrica…dimmi che scarpa hai e ti dirò chi sei.
Ero entusiasta, mi ero subito congratulata con lui per il suo acume, e la sua, tutt’altro che innocua, chiaroveggenza e già pregustavo immagini e testi da sottoporvi amabilmente.
Dopo due giorni però…la catastrofe! Non so quanti di voi ancora non sanno (mi dispero pubblicamente su facebook da 25 giorni) che scivolando su un pavimento bagnato con tacco alto mi sono rotta malleolo e perone e fui condannata a 30 giorni di gesso, o di prigionia, a cui seguirà ovviamente fisioterapia e chissà quanti giorni della più dura condanna:scarpette da ginnastica!!!
… beh potrete immaginare quanto, nonostante l’abbondante tempo libero, non fossi proprio dell’umore adatto per parlarvi di scarpe. Forse era destino che questa rubrica non prendesse vita, perché la mia incostanza nello scrivere fa parte del mio amore per la scrittura, connesso al fatto che scrivo solo se ho qualcosa di almeno divertente o comunque di impellente da comunicare e/o rendere pubblico, qualcosa che insomma non sempre si può costringere in una rubrica!
Ho sfruttato questo mese di immobilità per osservare, soprattutto la mia vita e annotare mentalmente chi o che cosa ne facesse davvero parte. Non userò questo spazio per parlarvi di quali rami secchi taglierò nel mio mondo personale, anche perché molte cose le sto ancora elaborando (ho ancora 7 giorni di gesso!) ma posso dirvi sicuramente che insieme alle sigarette e alla cioccolata, le scarpe col tacco alto saranno sempre indispensabili nella mia vita. A chi mi ha fatto notare il guaio in cui mi trovavo a causa loro, ho risposto stizzita che saprei portare i tacchi in qualunque situazione e che la causa del mio infortunio era stata solo e unicamente il pavimento bagnato. Non so quanti di voi possono capire questo amore che, concedetemi il folle e coraggioso paragone potrebbe somigliare a quello di isa per manuel agnelli, ma una scarpa può dire e cambiare tutto di te. Non conta quanto l’hai pagata o dove ti porterà, e nemmeno come appare agli altri, ma come ti fa sentire. Il tacco alto in particolare è per me una delle massime espressioni di femminilità, imprescindibile dalla stessa, infatti non è un caso che lo rivela essere uno dei primi oggetti del desiderio di chi nasce donna in un corpo da uomo per esempio. E non è un caso nemmeno che il mio grande amore per le scarpe alte mi sia stato trasmesso mia nonna, che nella fase finale della sua vita poteva portare solo scarpe ortopediche a causa di un terribile incidente d’auto.

La conclusione è questa, si può essere costretti a indossare per necessità o convenzione qualunque cosa, i nostri tacchi a spillo possono essere strappati via a forza da un piedino o piedone, ma mai dall’anima, che aspira a volare alto e quindi senz’altro nel mio caso è un tacco 12.
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7 commenti:

isabella ha detto...

grande!sicuramente la rubrica sul giardinaggio non avrebbe fatto vittime, ma è un rischio da correre...manuelagnelli ha detto che mi devo mettere pur'io i tacchi. e così sia!baci abbracci e coraggio.
il peggio è passato!

Claudia ha detto...

beh dipende se mi fossi applicata anke il giardinaggio avrebbe potuto farmi del male ... pensa alle cesoie e tutti gli attrezzi per la potatura o a un tacco a spillo nuovo di zecca ke affonda e si rovina nell'aiuola :-D

isabella ha detto...

ma mica dovevi andare a potare le aiuole!ahahahah...cmq per sfidare la sorte, proprio ora che sei infortunata,farei partire questa rubrica "dimmi che scarpa hai e ti ridò chi sei"! Ci vuole troppo per esorcizzare il male, a cadenza saltuaria, ma sempre con una certa cadenza...ops..forse non dovevo dire cadenza! Metti in piedi una rubrica mensile (così va meglio!).
Io ne diventerò fan :-)

Claudia ha detto...

nn dovevo potare le aiuole?e ke giardinaggio sarebbe stato? vorresti dire ke tu non cucini ogni settimana una ricetta immorale? non deludermi, ogni volta ke ti leggo, ti immagino cucinare e ti vedo sempre sul pianerottolo :-)

isabella ha detto...

ahahahah!devo cucinare per forza è un fatto di sopravvivenza! ma tu ti potevi limitare a potare i geranei,a travasare i ciclamini a inaffiare le gerbere...cmq è inutile pianger sul giardinggio versato, accantoniamolo. Invece tifo per un'unione tra nonsolomoda-costume e società-nanni moretti...
pensaci.
baci....la donna del pianerottolo

piergiorgio ha detto...

cmq che sia da monito per tutti, fate sempre quello che vi chiedo!!!
:)

Claudia ha detto...

ke stronzoooo avevi troppi sensi d colpa x commentare prima eh?