17/12/08

Se una notte d'inverno un viaggiatore

Siete a letto insieme, Lettore e Lettrice. Dunque è venuto il momento di chiamarvi con la seconda persona plurale, operazione molto impegnativa, perchè equivale a considerarvi un unico soggetto. Dico a voi, viluppo non ben discernibile sotto il lenzuolo aggrovigliato. Magari poi andrete ognuno per conto suo e il racconto dovrà di nuovo affannarsi a manovrare alternativamente la leva del cambio dal tu femminile al tu maschile; ma adesso, dato che i vostri corpi cercano di trovare tra pelle e pelle l'adesione più prodiga di sensazioni, di trasmettersi e ricevere vibrazioni e moti ondosi, di compenetrare i pieni e i vuoti, dato che l'attività mentale è anch'essa intesa alla massima intesa, vi si può rivolgere un discorso filato che vi comprenda in un'unica bicipite persona. Per prima cosa occorre stabilire il campo d'azione o modo d'essere di questa entità duplice che voi costituite. Dove porta questa vostra immedesimazione? Qual'è il tema centrale che ritorna nelle vostre variazioni e modulazioni? Una tensione concentrata a non perdere niente del proprio potenziale, a prolungare uno stato di reattività, a profittare dell'accumulazione di desiderio dell'altro per moltiplicare la propria carica? Oppure l'abbandono più arrendevole, l'esplorazione dell'immensità degli spazi carezzabili e reciprocamente carezzevoli, la dissoluzione dell'essere in un lago dalla superficie infinitamente tattile?

I.Calvino

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4 commenti:

Orenella ha detto...

Che bel romanzo!
Calvino riesce nel duplice intento di sfidare il Lettore, polarizzandolo all'interno di una struttura narrativa percorsa da vere e proprie forze elettromagnetiche e, al tempo stesso,illude il Lettore,lo adula e lo accarezza scrivendo un romanzo sul piacere di leggere.

..chiudo con un'esca:

" Lessi con incomprensione e fervore queste parole che con meticoloso pennello tracciò un uomo del mio sangue: 'Lascio ai diversi futuri (non a tutti) il mio giardino dei sentieri che si biforcano"
-Borges-

piergiorgio ha detto...

ma è un modo sottile per dirmi che i fotoromanzi fanno cagare??
;)

Claudia ha detto...

pier ma stai semp miez? cmq bellissimo, ero con un'amica e leggevo qsto brano e lei stupita diceva mamma ma come scrivono bene su beneventana manera! ma ki è? l'ho guardata con tenerezza dicendo sicuramente non è opera "nostra"...e infatti era calvino. poi ha visto il fotoromanzo e dikiarò ke simili dubbi non le sarebbero più venuti!!! scusatemi l'immensa e imperdonabile ignoranza, ma come si kiama il romanzo da cui è tratto?

piergiorgio ha detto...

temo che si intitoli "se una notte d'inverno un viaggiatore"...

e dì alla tua amica che quando vuole posare per un fotoromanzo siamo sempre pronti!!