02/04/09

morgana live










Venerdì 3 Aprile Yumiko
Sabato 4 Aprile Fabio Cinti & Le Nuvole Logiche

Dal nordest l’elettrorock di Yumiko, e dal “laboratorio” di Morgan, Fabio Cinti & Le Nuove Logiche

Arrivano al Morgana due progetti pronti a farsi conoscere non solo dal circuito indipendente, Venerdì 3 Aprile Yumiko e sabato 4 aprile Fabio Cinti &Le Nuove Logiche
A tutte e due le bands abbiamo fatto qualche domanda per conoscerli un po’ meglio.

Il primo nome del gruppo è "Fujiko", e nelle composizioni si fa strada prepotente l'originalità del suono, con una sapiente fusione di programming e suoni elettronici da un lato, chitarre e climi graffianti tipici di un background più rock dall’altro. La promettente alchimia creativa dei musicisti non tarda a farsi sentire: dopo meno di un anno dall’incontro, la band entra in studio per quello che sarà un lungo periodo di preparazione e di successiva incisione del suo primo demo, sotto l'attenta produzione di Cristian Milani (già direttore artistico dell’etichetta “Cyclope” di Carmen Consoli, Mario Venuti, Moltheni, Flor etc.) e Stefano Pivato (anch’egli produttore, nonché violinista negli estAsia) E’ questo il periodo dei primi promettenti risultati per Fujiko: vince il concorso live regionale Dakota-live; e anche quello di RockIT, ciò permette alla band di esibirsi al M.E.I. Partecipa a numerosi festival nazionali come “Nel nome del Rock, Sherwood Festival, Zona Rock Festival, è tra i 10 gruppi scelti dalla rivista MUSICA! di Repubblica tra oltre 550 candidati da tutt’Italia come finalista per Arezzo Wave. Nel Gennaio 2006 Fujiko incontra Fabrizio Consoli ed Antonio Tesoro e firma un contratto discografico con l’etichetta indipendente BlackCoffee Records. Di comune accordo con la produzione il nome del gruppo cambia in YUMIKO, e sotto la rinnovata identità nell’estate 2006 la band si trasferisce a Bologna per registrare il primo album sotto la direzione artistica di Roberto Vernetti (Aeroplanitaliani, Elisa, Delta V, La Crus,), con il contributo di Mauro Andreolli. Il 18 gennaio 2008 vede l’uscita del singolo d’esordio “Lividi” e del relativo videoclip. L'album Lividi è uscito il 22 febbraio 2008.

Partiamo da una curiosità, la scelta del nome , prima fujiko, poi yumiko..
Quando abbiamo iniziato, il progetto si chiamava appunto fujiko. Poi per questioni che tutto hanno a che fare tranne che con la musica, assieme al produttore abbiamo deciso di cambiare nome. La scelta è caduta su yumiko, che poco si discosta dal nome originale, pur mantenendone le caratteristiche altamente evocative Yumiko è un nome femminile giapponese (così com’era fujiko). Abbiamo sempre subito il fascino e la suggestione che risiedono nella cultura nipponica, cosi come ci piace molto il ruolo stratificato della donna in questa società, in cui è una presenza importante e seducente, ma dall’immagine dimessa ed apparentemente di secondo piano…che da poi vita a quella sensazione malinconica, elegante e fiera che giunge fino a noi. Ci piace poi la venatura di feticismo che convive all’ombra del quotidiano di questa cultura ...è un aspetto che se ci si fa caso fa capolino in tutta l'estetica del progetto. E’ da qui che è nato il gioco che ancora oggi portiamo avanti, per cui è Yumiko a parlare nelle newsletter, a dare voce ufficiale alla band…

Nei dieci brani di Lividi, il vostro album, c'è una sintesi di rock ed elettronica, pur lasciando sempre ben presente la forma canzone, in questo vi sentite sulla scia di altri gruppi italiani, Bluvertigo, Subsonica, o i vostri riferimenti sono altri?
Spesso veniamo associati a queste band proprio per la commistione evidente di rock ed elettronica che ci accomuna e per la lingua che usiamo nel canto. Stimiamo ed ammiriamo band quali Bluvertigo o Subsonica ma stiamo cercando di percorrere la nostra personale strada che chiaramente a volte comporta "sbandamenti" dovuti alle influenze ed alle suggestioni che riceviamo da altre band.

Yumiko è un progetto di più persone, il che è inevitabilmente frutto anche di varie e molteplici influenze, dai Japan ai Soulwax passando attraverso Notwist, Cure, Bjork, Massive Attack, Giardini di Mirò, NIN, Archive, la "scena minimal", Marlene Kuntz, e tanti altri. L'ultimo brano Anestetico, lascia una porta aperta anche a una vena maggiormente cantautorale per il futuro?
..e chi lo sa? di certo non disdegnamo il cantautorato anni 60 di una certa classe (Tenco, Bindi ecc) né quello moderno che ben è rappresentato a nostro avviso da Battiato, Consoli, Moltheni o dai dischi solisti di Morgan per esempio. La questione è che i nuovi pezzi a cui stiamo lavorando stanno assumendo una connotazione elettronica più spinta rispetto a quelli presenti in Lividi. Questo però non esclude che per alcuni di essi si potrà parlare di "cantautorato". Come dicevamo siamo ammaliati dagli "sbandamenti".

Negli anni passati avete partecipato e vinto molti dei concorsi della cosiddetta scena "indipendente", ora ricominciate a girare club e festival in varie parti d'Italia, che idea vi siete fatti del momento attuale rispetto a spazi e canali musicali per far conoscere nuovi progetti?
Mentiremmo se dicessimo che tutto funziona bene, che gli spazi sono molti, che il fenomeno della "musica" in Italia si sta riprendendo. Quello che fa ben sperare, stando alla nostra personale esperienza, è che sempre più spesso incontriamo ed abbiamo modo di confrontarci con persone davvero splendide la cui passione va oltre il mero guadagno, il cui unico fine è quello di cercare di promuovere la musica indipendente in questa, forse utopica, ma molto nobile "battaglia". La sensazione che si ha, girando, è che questa tanto citata crisi avrà come effetto benefico quello di far emergere la qualità delle persone e delle proposte a discapito (ahinoi!!!) delle tribute band!

Anche se so che avete anche un bel set acustico, abbiamo voluto le sonorità del disco al Morgana, pur essendo un club molto piccolo……
Bene, suoneremo con le persone molto vicine, la qual cosa ci piace molto perchè permette al pubblico di respirare più direttamente l'atmosfera "sul palco" e a noi di cogliere le varie e diverse reazioni ai pezzi di Yumiko…….


In questi mesi Fabio Cinti è impegnato con Morgan (in veste di produttore artistico) e con Livio
Magnini (Bluvertigo – co-produttore) nella realizzazione del suo album d'esordio che vede anche la partecipazione (guest) di nomi rilevanti della scena pop e non solo contemporane, tra cui citiamo Pasquale Panella che ha realizzato un testo per un brano del disco.
Il 16 Ottobre, in collaborazione con Morgan, per la rassegna Morga Ni Co Mio, Fabio Cinti e Le Nuove Logiche propongono l'esecuzione di due album storici di Franco Battiato: Patriots e La Voce del Padrone.
Il 21 Agosto 2008, ad Assisi, è chiamato di nuovo sul palco da Morgan per interpretare tre brani di Lou Reed. Reinterpreta Il bambino dei Topi di Angelo Branduardi per il tributo al musicista veneto in uscita.
Morgan produce “Amore Elettrico”, “Eccessi”, “Mondo in vetrina”.

Partiamo da una domanda forse inusuale per te in questo periodo, se non avessi conosciuto Morgan, che è diventato tuo produttore per questo disco, sarebbe stato questo il disco che avresti voluto? Mi riferisco alle sonorità, ai riferimenti musicali ecc
In un momento di assoluta mancanza di lucidità, all’improvviso, quando non ci pensavo assolutamente, quattro anni fa, sono stato presentato a Morgan. La Mescal mi fece aprire un suo concerto… non so, forse era un banco di prova… Fatto sta che, a fine concerto, mi sono ritrovato con Morgan a cantare davanti a centinaia di fan le canzoni di Battiato, di Bowie, di Lou Reed. Poi siamo andati a cena e abbiamo iniziato a parlare di Tommaso Landolfi, di Sterne, della Harendt, di alcuni tennisti, degli oggetti di cartone, di Brian Eno. E così è sempre, ogni volta che ci vediamo, anche se gli argomenti cambiano. Credo, perciò, che si tratti di una specie di affinità intellettuale che lui cerca con tutte le persone con le quali collabora. Probabilmente se avessi fatto il disco senza di lui mi sarei avvicinato allo stesso obiettivo in modo meno conscio, con lui invece ho avuto la possibilità e la fortuna di approfondire, anche provandoli sulla pelle, certi mondi.

In questi mesi di preparazione del disco hai sentito la pressione di un ambiente comunque importante, oltre Morgan c’è anche Livio Magnini (Bluvertigo) nella produzione, addirittura testi di Panella……….
Sì, devo dire che questo tipo di pressione si sente soprattutto nei ritmi. Ognuna di queste persone che hai citato ha delle caratteristiche precise. Panella non lo conosco di persona, lo scambio e l’interesse è avvenuto via mail, a lui interessano le parole, delle sue io sono stato sempre innamorato e quando è arrivato il suo testo mi sembrava molto strano….molto strano… Livio è una persona affidabile, un gran lavoratore della musica, con lui ho capito ancora di più che questo è anche un mestiere, spesso duro e stancante, lo rispetto molto. Morgan è sempre “centrato”, non stacca mai, la sua vita coincide con la sua attività artistica e anche questa è una cosa che abbiamo in comune, anche se io vivo ancora in una contraddizione sociale… Tra me e Morgan c’è un’amicizia che stempera la luminosità dei riflettori, a volte ci si confida e questo rende tutto più facile o tremendamente più difficile.

In queste date sei accompagnato dalla band Le Nuove Logiche, di loro che ci dici?
Le Nuove Logiche sono una parte indispensabile non solo della mia musica (soprattutto live) ma anche della mia vita: sono persone a cui voglio molto bene, a ognuno in modo diverso. Ognuno di loro ha un bagaglio e un’esperienza professionale lunga e diversa ma contemporaneamente siamo cresciuti insieme. Sanno di essere apprezzati anche da Morgan e questo mi fa molto piacere. Hanno sempre voglia di sperimentare e i loro caratteri diversissimi rendono sempre accese le nostre discussioni… se me l’immagino in fila, mi viene da ridere, hanno un’ironia nell’aspetto che permette a tutti di affrontare un genere (musicale) che ha bisogno di non essere sempre preso troppo sul serio.

Veniamo al live che porti in giro, nelle tue serate oltre ai tuoi pezzi, hai spesso interpretato cantautori come Battiato, Branduardi, fino alla scena glam rock dei Settanta, Bowie, poi anche Lou Reed, ora, saranno ancora presenti in scaletta alcuni di loro?
Sì, certo. (Tranne Branduardi, che non ho mai interpretato dal vivo ma di cui ho fatto una cover inserita nel tributo appena uscito “Cogli la Seconda Mela”… e quindi forse ci penserò!). Il confronto con questi giganti è essenziale, provarsi con certe canzoni significa mettersi continuamente alla prova e stavolta ci proveremo anche con David Sylvian che consideriamo tutti un dio in terra. Lou Reed in particolare lo ascolto da sempre, quando canto le sue canzoni ho sempre dei ricordi fissi che mi fanno star bene, è come una droga!! In ogni caso suonare le canzoni che hai sempre ascoltato e con le quali hai trovato ispirazione significa mostrare una parte di te in modo naturale e sincero… è divertente.

Ernesto Razzano
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