11/05/09

Sephiròth - Happy Hour's Vision

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Credo che se noi tutti riuscissimo a vedere il mondo che ci circonda in maniera completamente differente dallo sguardo del quotidiano saremmo meno frustrati e più consapevoli della nostra esistenza. Siamo talmente abituati alla linearità della vita che spesso non riusciamo più a sorprenderci di nulla, tutto è scontato, tutto è la somma di qualcosa.

Edgar Morin diceva che “ l'unica realtà di cui siamo sicuri è la rappresentazione, cioè l'immagine, cioè la non realtà, dato che l'immagine rimanda a una realtà sconosciuta”
...e forse è proprio questa realtà a noi sconosciuta l'unica risorsa che ci è rimasta per sognare ancora.

Un giorno una signora, osservando i lavori del pittore, disse a Klee: " Queste cose saprebbe farle anche mio figlio che ha sei anni".
Le rispose Klee: " Bisognerà vedere se saprà farle anche quando ne avrà quaranta.
A questo sguardo, a questa meraviglia... siamo chiamati.
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Ps. Ne approfitto per ringraziare tutti quelli che sono venuti a Roma a Lì.boh e anche quelli che non sono potuti venire ma che mi hanno sostenuto moralmente. E' stato un successone! :-)
A giovedì!

S*
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2 commenti:

isabella ha detto...

Paul Klee era un signore.
Io, se fossi stata in Klee,
a signora avessamannatafancul (francesismo).
Poveri pittori. Sempre così.

۩ Sephiròth ۩ ha detto...

Concordo con te Isa. Il problema è che l'ignoranza verso l'arte è sempre stata una croce per gli artisti di ieri e di oggi :-)