14/09/09

Nell'antica Cina vi erano fiori d'andalusa. Tu non fischi
per me. Il ramo storto della tua vigliaccheria non era che
la bellezza! nel mare liscio e pettinato in un nodoso cranio.
La scultura del tuo amore era un ritornello, sapiente virgola
del maestro che sa sparire dalla tavola sparecchiata.

Il Giappone crudele e distante è la tua patria.
Il Giappone nodoso ed inestricabile è il viaggio che mi
procurerò con la tua assenza.

Tutto il mondo è vedovo se è vero che tu cammini ancora
tutto il mondo è vedovo se è vero! Tutto il mondo
è vero se è vero che tu cammini ancora, tutto il
mondo è vedovo se tu non muori! Tutto il mondo
è mio se è vero che tu non sei vivo ma solo
una lanterna per i miei occhi obliqui. Cieca rimasi
dalla tua nascita e l'importanza del nuovo giorno
non è che notte per la tua distanza. Cieca sono
chè tu cammini ancora! cieca sono che tu cammini
e il mondo è vedovo e il mondo è cieco se tu cammini
ancora aggrappato ai miei occhi celestiali.

A.Rosselli
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2 commenti:

andrej ha detto...

Mi scuote..come mi scosse la prima volta, fino quasi ad infastidirmi per essere penetrata così dentro..
Qualcuno, parlando della lingua di Amelia Rosselli, l'ha definita «un organismo biologico, le cui le cellule proliferano incontrollatamente in un’attività riproduttiva che come nella crescita tumorale diviene patogena e mortale».
.
.
:a

orenella ha detto...

..Pasolini descriveva così la scrittura di Amalia Rosselli:

" In realtà questa lingua- ripeto- è dominata da qualcosa di meccanico: emulsione che prende forma per suo conto, imposseduta, come si ha l'impressione che succeda per gli esperimenti di laboratorio più terribili. Tumori, scoppi atomici, dominati solo scientificamente, ma non nei sintomi di terribilità, in quel loro accadere ormai oggettivo. Sicchè il magma- la terribilità- è fissato in forme strofiche tanto più chiuse e assolute quanto più arbitrarie".