19/09/09

Originale/copia

Queste estate ho preso una Vespa S150 e, dopo aver visto circolare gli scooter a marce della LML Star, ho avuto lo spunto per avviare una riflessione su originale/copia, che ora vi sottopongo.

Le domande che mi sono posto sono le seguenti. Può considerarsi più fedele all’originale la mia Vespa S150, succeditrice contemporanea dei mitici modelli a marchio Vespa, di cui, con lo sguardo rivolto ad un design più moderno ed essenziale, cita alcune linee del passato, come il faro quadrato, la sella touring e la forma delle scocche in lamiera, ma abbandona una caratteristica costitutiva come le marce, o uno scooter praticamente identico alla precedente generazione di Vesponi, la PX 150, pure con le marce,che però non si può chiamare Vespa, visto che è prodotto e assemblato in India per conto di un marchio globalizzato, la LML Star?

Rimane più fedele a se stessa qualcosa che evolve nel segno della sua matrice e dei suoi valori, facendo venire a patti alcuni aspetti con il mutamento degli scenari, o qualcosa che resiste al tempo, “congelando” le sue caratteristiche?

Quanto conta il marchio di un prodotto inteso come mondo di valori, espressione anche di processi storico-culturali-economici-tecnologici e quanto invece solo il design, sganciato da questo e considerato come progetto puro?







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3 commenti:

piergiorgio ha detto...

domani vado a comprare la LML Star.
:)

isabella ha detto...

bel quesito.
per me rimane più fedele la prima che hai detto.

orenella ha detto...

Per rispondere al tuo quesito parto dal fatto che la Vespa appartiene ad una particolare ‘classe merceologica’ , quella degli oggetti di culto.
L’oggetto di culto ha un doppio sguardo; il primo rivolto verso il passato, ed in questo senso la merce di culto può essere equiparata all’oggetto feticcio; ed il secondo sguardo rivolto verso il futuro giacché caratteristica del cult è quella di generare discorsi simbolici, dare vita a mondi immaginari e ridefinire nuove pratiche sociali.
Il restyling della Vespa è fedele a questa doppia anima dell’oggetto di culto poiché conserva alcuni elementi stilistici del vecchio modello che hanno reso l’oggetto-vespa celebre e altamente riconoscibile (lo sguardo rivolto verso il passato) ma, al tempo stesso, inserisce nuovi elementi stilistici attraverso i quali è possibile generare nuovi processi simbolici ( lo sguardo rivolto verso il futuro).
In questo senso il restyling della Vespa rimane fedele al modello originario proprio perché, almeno in parte, lo tradisce.

..consiglio la lettura di Fulvio Carmagnola..