22/10/09

Mo(o)vie Wonderland

Titolo: “Una soluzione razionale” (di Jörgen Bergmark)
Sottotitolo: In comode rate

All’ombra dell’ultimo scandinavo sole non si assopiscono -sappiatelo, o voi sudisti, presunti detentori di anema e core nelle loro svariate declinazioni- gli istinti di pescatori, barcaioli ed affini, sicchè al fatidico giro di boa degli “anta”, il pio cristian-coach Erland, dopo aver ammannito alla congregazione Ikea, in una essenziale chiesa Ikea, l’ennesimo pistolotto su quant’è figo essere sposati da un paio di secoli, annega miseramente nella scollatura anarchica di tale sua coetanea Karin (la bruna Pernilla August, già protagonista di “Con le migliori intenzioni”- e ho detto tutto). La quale Karin, essendo maritata ad un certo Sven-Erik (Dio dell’anagrafe, pietà!), dalle misteriose tendenze suicide e dalla spiccata predilezione per un originale tipo di Manzotin, che ci vogliamo meravigliare se poi, ad una festa (mah) di compleanno a base di Corona senza limone, se insomma Karin (mentre fuma di nascosto dal consorte, del tipo “ah, mi pare ieri che facevo la terza media!”) ce prova!
Galeotto fu poi il parcheggio dell’Ikea e chi lo eresse (no, non mi presto a doppi sensi)… ma qui, perbacco, siamo in Svezia, siamo ggente civile, che non facciamo una riunione di condominio con il terzo e il quarto incomodo e la troviamo, una soluzione razionale, che ti credi che non riusciamo a vivere tutti cristianamente (e muniti di apposito decalogo) sotto lo stesso tetto, con anche quella legittima compagna che una settimana fa mi chiedeva, fresca di Polident, “Caro, ma sei ancora innamorato di me?” e io biascicavo, sputando dentifricio Ikea, della misura della distanza fra innamoramento e amore (no, per piacere, niente doppi sensi)… Punto interrogativo.
Perché ti pare facile mettersi nelle pantofole degli altri, per poi girarsi la notte fra lenzuola Ikea, mentre nel letto Ikea al piano di sopra i due concubinanti fanno tremare le pareti Ikea e niente niente la mattina, a colazione, disquisiamo cordialmente all together del ruolo della margarina nel terzo millennio… Vabbene che non c’è due senza quattro e che quando arriva in casa il parroco Ikea, abbozza senza troppi patemi sulla camera con svista, però mi sa che questo divorzio, cari tutti, s’ha da fare… Epilogo meno subacqueo di “Jules et Jim” (che infatti erano solo tre, antichi!), ma non meno struggente. In quanto poi, ti suggerisce a lettere di mazzacane la canzone sui titoli di coda, “love” -in barba a storia e geografia- (ever) “hurts”.
SinteticaMente: dopo aver firmato la sceneggiatura di “Kitchen Stories”, Bergmark debutta abilmente in regia con questi frammenti di un decorso amoroso, in cui, a dispetto della cornice minimal, i sentimenti dei protagonisti, seppur trattenuti e modulati con eleganza formale, deflagrano violenti. Altro che razionali: soluzioni tout court, in amore, non ce ne sono mai.
Consigliato: ai mistici del culto di mono e poligamie.
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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Che bel film è kitchen stories!
lascerò un altro commento dopo aver guardato il nuovo film...

3x7 Strega a Fette ha detto...

concordo a pieno!!
E’ tipico della cristianità bigotta nasondere l’immondizia sotto il tappeto per fare sembrare tutto lindo e pulito, reprimendo la giusta realtà delle cose, ottimo il messaggio del film.

Isabella s.p.a. ha detto...

grande figui, sempre raffinatisima.
e mentre ti scrivo sto su un letto ikea.