10/02/10

Be Stupid





Ecco a voi la nuova campagna Diesel: un vero e proprio manifesto pro-stupidità!

Nata dalla collaborazione tra il team creativo del noto marchio di abbigliamento e l’agenzia londinese Anomaly, la campagna è incentrata tutto sul concept: “rivalutare gli aspetti positivi della stupidità”.

Opera un interessante rovesciamento di senso che è destinato ad avere grande successo. Non più un brand che si rivolge a potenziali consumatori ed appassionati, invitandoli ad entrare nel proprio “mondo di marca” in virtù di una scelta intelligente, ma proprio l’opposto. La stupidità è qui intesa come spontaneità, inclinazione al coraggio, che accomuna coloro che si dimostrano meno riflessivi ma più inclini a buttarsi nella mischia. Più creativi, dunque, per azioni anticonvenzionali.

La campagna prevede un planning mediatico molto ampio e vario, ma soprattutto ad alta viralità, che comprende: affissioni, pagine di giornali, web, eventi, etc. Gli stupidi secondo Diesel hanno più storie da raccontare e quale luogo migliore per il seeding che i social network? E’ evidente che una campagna di questo tipo ha un forte potenziale virale che, infatti, sta conducendo ad una rapida diffusione delle immagini legate alla filosofia della stupidità (ed anche questo blog non è immune dal contagio)."Be Stupid", trova il suo momento più divertente nel “Be Stupid: Recruiting”, una sorta di ingaggio del cretino riservato all’autocandidatura di toccatelli e creativi (confine labile da valutare secondo parametri molto personali!) tutti coloro che stanno facendo qualcosa di particolarmente stupido potranno essere parte del video clip.


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9 commenti:

ore ha detto...

a tal proposito ti/vi segnalo l'articolo del corriere.it..

http://www.corriere.it/cronache/10_febbraio_10/stupidi_diesel-pubblicita-monti_d6521116-160e-11df-9e42-00144f02aabe.shtml

piergiorgio ha detto...

i pubblicitari si fanno troppa cocozza...

piergiorgio ha detto...

io la vedo così: il markenting prima ci ha fatto diventare degli stupidi, e adesso voglion farci addirittura credere che essere stupidi è cool.
se mi vedete con una maglietta diesel, abbattetemi.

3x7 Strega a Fette ha detto...

...si come no, fino ad ora ci hanno imbottito il cervello con: "consumare rende felici",
adesso è arrivato il momento di far credere a tutti che "essere stupidi significa essere innovativi e temerari...."

Lorenzo ha detto...

approvo quanto detto!

andrej ha detto...

Il marketing, la pubblicità è il male: classica riedizione di un approccio un pò antiquato e retrogrado. Da teoria del “Proiettile magico”.
Non me lo aspettavo da chi comunque si interessa o lavora in campi (s)confinanti, che intrattengono rapporti con comunicazione e pubblicità!
Mi auguro che non ci siano stati fraintendimenti per quanto riguarda la parentesi, dove ovviamente mi riferivo alla “viralità” che ha contagiato anche il blog Beneventanamanera.
Spero che il dibattito si allarghi, al di là dei l(u)oghi comuni.

Vi saluto..candidamaeeaeaent!
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a

piergiorgio ha detto...

ti consiglio, se già non lo hai fatto, di leggere 13.89€ di beigbeder.
Il protagonista Octave (alter ego di Beigbeder) è un creativo 33enne che si presenta sfacciatamente così: ”Sono un pubblicitario: ebbene sì, inquino l’universo. Io sono quello che vi vende tutta quella merda. Quello che vi fa sognare cose che non avrete mai…. Nel mio mestiere nessuno desidera la vostra felicità, perchè la gente felice non consuma…”

Lorenzo ha detto...

Non considero la pubblicità/comunicazione il male assoluto. Non vedo questo nesso diretto che sa molto di luogo comune. Però considero questa comunicazione "be-stupid" come una sorta di falsa genialità. Una specie di concept a doppio taglio. Amo le provocazioni e l'arte ne è piena, non mi scandalizzo. L'arte (s)confina come dici tu Andrea, ma ha ancora l'ardire (forse) di non sporcarsi troppo le mani. Ma in questo caso, avverto la sensazione di essere gettato nella rete per vie traverse. Se isolo il messaggio dal marchio avverto la stessa sensazione. E' un'idea si (magari nemmeno tanto nuova) e sicuramente divulgata in modo eccellente da un team di esperti che puntano in modo quasi scientifico/statistico all'aumento della vendita del prodotto, non si discute. Non voglio fare discorsi sul consumismo, avrei bisogno di facce con cui parlare, ma in tema di comunicazione pubblicitaria, se proprio dovessi immedesimarmi in un target, preferirei lo sfacciato "3 X 2" del fustino.

Claudia ha detto...

amici qsta è la classica filosofia del popolo della libertà, le persone brillanti sanno solo criticare e mettersi in cattedra, mentre gli stupidi creano, fanno, hanno le palle! qsto tentativo di indottrinamento colpisce e colma il senso di inferiorità che ha la maggior parte della gente "comune" bombardata da input consumistici fino allo spasmo.quindi il messaggio x cui agli stupidi con le palle è dato potenzialmente di conquistare e sovvertire il mondo con niente, è in grado effettivamente di colpire la maggioranza dei consumatori o degli elettori, ke dir si voglia. ben venga ke ki, come pier, abbia a ke fare con campi quali la comunicazione e la pubblicità, sia ancora capace di leggere i messaggi sbagliati.il problema nn è il marketing o la pubblicità ma il tentativo ben riuscito di trasformare ogni settore della nostra vita in marketing. Quindi ritengo sia giusto ed etico ribellarsi e dire la propria, finchè abbiamo ancora la capacità di distinguere il bene dal male. perchè, ha ragione lo scrittore su citato, la gente felice (e intelligente) non consuma! scusate se mi sono dilungata