23/12/10

...a proposito di potenziali assassini

A margine della polemicuccia con dibattito a distanza che ha avuto luogo sulle pagine di questo autorevole blog riguardo agli scontri di piazza, mi andava di dire, una volta tanto, un gran "bravi" agli studenti che hanno manifestato ieri a Roma. Hanno dimostrato un'intelligenza che tra i politici ormai è rara, anche a sinistra, scegliendo da sé temi,luoghi, toni e mezzi attraverso i quali rispedire al mittente i vaneggiamenti fascistoidi di un Gasparri di turno, non solo manifestando pacificamente, ma anche programmando una rete di raccordo tra tutti gli scontenti e le categorie martoriate dal governo del cavalier sole che illumina. Una nota positiva in mezzo a tanta desolazione. Bravi!

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4 commenti:

Zibuletti ha detto...

che fai??? copi Saviano?
;)

Eduardo De Cunto ha detto...

eh, che vuoi fare, è un po' il mio capezzone

piergiorgio ha detto...

è bello vedere tanti ragazzi protestare senza ceduto alle provocazioni. Resta tutto da risolvere il tema della inefficacia delle manifestazioni di dissenso in questo momento storico. Da quando di fronte a 1.000.000 di lavoratori in piazza il Tiranno Silvio disse: a casa ce ne erano 59.000.000.
Saviano ha fatto da paciere, Napolitano da sfogo, ma in questo paese dobbiamo risolvere la questione della partecipazione democratica ai processi decisionali. Di fatto io mi sento un cittadino impotente. E lasciamo perdere le raccolte di firme de la Repubblica o di Grillo...

Eduardo De Cunto ha detto...

ma che centra?!? Sono d'accordo, il nostro sistema non può definirsi democratico; sono d'accordo anche che le manifestazioni di piazza servono a ben poco (ma meglio che niente). Il punto è che se sono violente sono addirittura deleterie! Il "bravi" quindi era rivolto sia al comportamento della piazza che alla volontà di creare una rete di raccordo, un movimento che non si limiti a manifestare sporadicamente. Purtroppo due sono le opzioni se si vuole cambiare qualcosa, e la seconda l'escluderei per vari motivi.
1- Parlare, parlare e parlare fino alla nausea, in varie sedi, anche fra di noi, anche sui blog, e, perché no, di nuovo nei partiti, sperando che le coscienze si destino;
2- la rivoluzione armata, che, temo, non si fa con badili e tavolini da bar ma con i mitra. Ma, ripeto, spero proprio che non ci si arrivi mai.